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Cosa non dire ai bambini per non compromettere la loro crescita

I genitori hanno grandi responsabilità nei confronti dei figli perché possono plasmarne il carattere, le reazioni e l’autostima. Per questo bisogna sapere cosa non dire ai bambini.

Nei primi anni di vita, i bambini accolgono senza riserva le parole e i modelli offerti dai genitori; d’altronde rappresentano il loro unico punto di riferimento.

Purtroppo capita spesso che i genitori, complice lo stress e la vita frenetica, si esprimano in modo superficiale, scivolando nelle cosiddette frasi che uccidono l’autostima dei bambini.

Di fatto, giorno dopo giorno, i bambini fanno delle piccole conquiste che li aiutano ad acquistare una maggiore consapevolezza delle proprie capacità e ad avere fiducia in se stessi.

Le frasi e le cose da non dire ai propri figli rischiano di modificare questo percorso di crescita e minare la loro autostima, facendoli sentire inadeguati e mai all’altezza.

Sostanzialmente le parole da non dire ai più piccoli sono quelle che potrebbero causare loro dei problemi presenti e futuri su diversi piani, da quello sociale a quello affettivo.

Cosa non dire ai bambini?

I genitori premurosi sanno come spiegare le cose ai bambini, gestire cosa non piace ai bambini e controllare la situazione per non dire mai no ai figli per le cose importanti.

Tuttavia anche i genitori più attenti potrebbero aver pronunciato una di quelle frasi da non dire mai ai figli e quindi aver rischiato di compromettere la loro crescita psichica.

Ti aiuto (perché non sei capace)

Non basta dire ti amo ai figli (che in psicologia assume il significato di rendere più forte la comunicazione), se poi alla prima occasione i genitori si propongono di sostituirli in alcune cose, screditando le loro capacità.

Tuo fratello/tua sorella si comporta meglio

Una delle frasi che si dicono ai bambini più frequentemente pone il paragone tra due figli: “Tuo fratello/tua sorella si comporta meglio”. Il bambino si sente criticato e peggio ancora percepisce la frase come una preferenza.

Sbrigati…sei sempre l’ultimo

Quella che potrebbe sembrare come una semplice esortazione a essere più veloce suona come una forma di colpevolizzazione. Al “Sbrigati…sei sempre l’ultimo” sarebbe meglio preferire “Facciamo in fretta”.

Sei un bambino cattivo

Gli aggettivi con accezione negativa (primo tra tutti “cattivo”) ripetuti nel tempo possono convincere il bambino a comportarsi secondo quella etichetta. Sarebbe meglio capire il perché dei capricci e/o del comportamento.

Ora ho da fare

Il lavoro di genitori non conosce pause, portando a un accumulo di stanchezza che può essere scaricata con un momento di tregua. Tra le cosa non dire ai bambini ci sono frasi come “Ora ho da fare” o “Lasciami in pace” finiscono per allontanare il bambino e convincerlo che i genitori non hanno tempo e voglia di stare con lui.

Dai, non è successo niente

“Dai, non è successo niente” è probabilmente tra le 5 frasi che umiliano i bambini senza che i genitori se ne rendano conto. Perché?

Se il piccolo cade e piange, vuol dire che non sta bene e per questo dire che “non è successo niente” mette in discussione quello che sentono e li fa sentire sbagliati. È meglio prepararlo a gestire le emozioni.

Sono deluso, mi aspettavo di più

Le aspettative dei genitori devono restare tali e non devono tramutarsi in una forma di pretesa nei confronti del bambino con la formula “Sono deluso, mi aspettavo di più”.

Il compito dei genitori è capire i problemi del bambino e aiutarlo a superare le difficoltà,  senza demoralizzarlo e senza mettere in primo piano le proprie aspettative.

Ormai sei grande

Tra le frasi da non dire ai bambini  c’è anche la sdoganata “ormai sei grande” che finisce per disorientare il bambino. In pratica lo si carica di responsabilità rispetto alla sua età, il che lo rende insicuro.

 

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