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Demenza senile: diagnosi e consigli per i familiari

Le malattie spaventano più del buio. E tra queste si può, naturalmente, annoverare la demenza senile. Chi ne soffre? Di solito, le persone che hanno già compiuto i 65 anni. Quindi, sono gli anziani, appunto ad esserne maggiormente colpiti.

I nonni sono un tesoro inestimabile, la fonte di sapienza che guida le nuove generazioni nella vita. E come ogni cosa nella vita, tutto è passeggero. Perciò, capita che le persone anziane si ammalino tanto di demenza senile quanto di altre patologie, dovute all’età avanzata.

Quando viene diagnosticata qualunque patologia, la notizia scuote i familiari. Allora, ecco che si cerca di indorare la pillola in tutti i modi. L’anziano affetto dalla demenza tende a perdere, progressivamente, le proprie facoltà cognitive. I ricordi di una vita intera si dissolvono, inesorabilmente.

I familiari, alle prese con una simile situazione, non sanno cosa fare. Ovvio, nessuno lo saprebbe. Tuttavia, la percezione del buio costituisce, già, il primo passo verso l’elaborazione razionale della malattia. Infatti, questo approfondimento serve a fornire, esattamente, dei consigli funzionali. Buona lettura!

Demenza senile: i sintomi del declino cognitivo

La demenza senile insorge in soggetti intorno ai 65 anni d’età. Ma non si tratta di un fenomeno di carattere globale. Non è detto che ogni persona sviluppi patologie neurodegenerative. È naturale che il cervello umano, durante la crescita, si modifichi. Esso subisce, di fatto, un processo di involuzione, rimpicciolendosi. Di conseguenza, i neuroni diminuiscono e così ne risente anche la trasmissione sinaptica.

Spesso, dei comuni sintomi da stress vengono fraintesi come sintomi allarmanti. Allora, quando bisogna preoccuparsi? Nel momento in cui i disturbi si fanno sempre più invasivi, condizionando la vita del paziente. È bene rivolgersi al neurologo, in caso dei seguenti campanelli d’allarme:

  • Amnesie frequenti ed insolite
  • Sbalzi d’umore, in assenza di circostanze favorevoli alla loro comparsa
  • Difficoltà nell’esecuzione di calcoli e ragionamenti logici
  • Disturbi del linguaggio
  • Depressione
  • Insonnia

Demenza senile: i consigli per i familiari

Quando in famiglia si assiste un anziano affetto da demenza senile, è bene intervenire con delicatezza. Facile a dirsi, si sa. All’atto pratico, l’assistenza è davvero impegnativa. Ad ogni modo, bastano dei piccoli accorgimenti, per facilitare le cose.

Il paziente con demenza deve poter svolgere una routine quotidiana, all’insegna della creatività e della socialità. Ciò non significa sbarazzarsene, bensì ritagliare i dovuti spazi sia per l’anziano sia per chi lo assiste. Altrimenti, si cade nell’esaurimento psicoemotivo (in inglese, burn out), venendo assorbiti dai problemi. Qualora questo si verificasse, sarebbe deleterio tanto per il paziente quanto per il caregiver (in italiano, assistente).

La demenza senile si combatte con una bella passeggiata

L’anziano con demenza può (e deve) reagire attraverso il movimento. È opportuno promuovere le attività motorie adatte, come la classica ginnastica dolce. Non serve sottoporre il soggetto a degli esercizi intensivi né ferrei. Dunque, cos’è efficace nella gestione della demenza senile? Una bella passeggiata. Ancor meglio, se immersa nella natura.

Grazie ad una semplice camminata all’aria aperta, si migliorano:

  • Tono muscolare
  • Mobilità articolare
  • Equilibrio
  • Stipsi
  • Appetito
  • Tensione
  • Aggressività
  • Orientamento
  • Qualità del sonno.

Mettendo in pratica questo semplice consiglio, si alleviano i sintomi peggiori della demenza. Ne beneficia sia il paziente che l’assistente.

Demenza senile e gestualità: la comunicazione empatica

Comunicare con chi soffre di demenza è possibile, ma molto spesso, soltanto attraverso i gesti. Fortunatamente, esiste la comunicazione gestuale, oltre a quella verbale. Il soggetto demente ha difficoltà tanto nell’esprimersi quanto nel comprendere l’interlocutore.

Serve molta empatia, perché l’anziano tende ad assumere un atteggiamento ostile, dovuto alla malattia. Tale comportamento, però, non va assolutamente interpretato sul piano personale. Affinché la comunicazione avvenga fluidamente, è bene utilizzare un linguaggio chiaro, privo di espressioni figurate o metafore. La gestualità può esser d’aiuto insieme alle frasi affermative e semplici.

La demenza senile e l’orientamento

Il paziente affetto da demenza fatica ad orientarsi. Per agevolarlo, è importante garantirgli una certa autonomia. In che modo? Riorganizzando gli spazi domestici. Il primo passo consiste nella rimozione di ostacoli, che potrebbero far cadere l’anziano. Poi, è doveroso installare dei supporti, a tutela della sua deambulazione.

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