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Lavare i capelli senza shampoo tradizionale: si può?

lavare i capelli

Sempre più persone, uomini e donne di ogni età, si rendono conto che i trattamenti chimici non sono l’opzione più salutare per la propria chioma. Per questo motivo il trend del bio, anche per quanto riguarda l’aspetto della bellezza e della cura del corpo, sta prendendo sempre più piede. In molti, ormai, si stanno convertendo a questa filosofia di pensiero, più rispettosa non solo dell’ambiente, ma anche delle naturali necessità del nostro corpo. Abbiamo già visto come creare dei rossetti fai-da-te, ma come si può rinunciare a un gesto ormai così quotidiano come lo shampoo? Come è possibile lavare i capelli senza utilizzare il nostro prodotto preferito? Una soluzione c’è, ed è più green e facile di quanto pensiate. Continuate a leggere per scoprire di cosa si tratta!

Shampoo naturale fatto in casa: come si fa?

Ci sono diversi metodi per produrre in casa e con pochissimi ingredienti uno shampoo ad hoc per le nostre esigenze. Una delle soluzioni più comunemente utilizzate è quella di riutilizzare ingredienti che troviamo già nella dispensa della nostra cucina. Per esempio, sapevate che la farina di ceci contiene delle particolari molecole, dette saponine, che possono tornarci utili nella beauty routine? Non solo può essere infatti impiegata per la cura della pelle del viso, ma anche per lavare i capelli.

Un modo alternativo per lavare i capelli utilizzando la farina di ceci può essere quello di unirne due cucchiai a un cucchiaio di zucchero e a un cucchiaio di miele. Mescolate il tutto con l’ausilio di acqua calda, da aggiungere poco a poco. Dovrete raggiungere la consistenza di uno yogurt e cercare di evitare il più possibile la formazione di grumi. Fatto ciò, potete utilizzarlo come un semplice shampoo. Insaponate i capelli, insistendo leggermente di più sulla cute, con delicatezza, per un effetto scrub del cuoio capelluto. Dopodiché sciacquate accuratamente in modo da eliminare i residui.

Quando procederete ad asciugare i capelli non vi preoccupate se vedete ancora qualche traccia di farina. Con il calore dell’asciugacapelli e qualche spazzolata andrà via con facilità! Ai primi lavaggi con questo metodo i capelli potrebbero risultare un po’ secchi. È normale: state eliminando la patina di sostanze chimiche che li permeava. Dosate più zucchero e miele se li sentite secchi, al prossimo lavaggio.

Lavare i capelli con le erbe in polvere

Un altro metodo molto apprezzato e largamente utilizzato è quello di lavare i capelli con le erbe in polvere. Nei paesi mediorientali e indiani, in realtà, questa pratica non solo è molto diffusa, ma pressoché all’ordine del giorno. Non a caso le donne indiane sono famose, oltre che per la loro bellezza nei tratti somatici, anche per la setosità e lucentezza della chioma. Ci sono diverse erbe tra cui scegliere, e le potete reperire tutte abbastanza facilmente presso le erboristerie che trattano anche la bellezza di corpo e capelli. In alternativa, esistono molti siti internet che trattano erbe ayurvediche cui attingere.

Tra le più utilizzate e facili da trovare, possiamo annoverare:

  • Shikakai: si tratta di una delle erbe lavanti più famose e utilizzate
  • Sidr: oltre a lavare i capelli, può aiutare a fissare il colore in caso tingiate i capelli con l’henné
  • Aritha: conosciuta anche come Reetha o Noce del Sapone, aiuta anche a contrastare la caduta dei capelli

Come si usano queste erbe? Molto semplice: si usano in purezza o mescolate tra loro per un effetto sinergico. Si aggiunge poca acqua calda (non bollente!) alla volta, mescolando di continuo. È molto importante non utilizzare alcun tipo di metalli in questa operazione. Prediligete quindi ciotole e cucchiai in vetro, silicone o legno. Una volta pronto, il composto deve avere l’aspetto e la consistenza dello yogurt. Applicatelo uniformemente sui capelli insistendo con maggiore attenzione sulla cute per massimizzare l’effetto lavante. Coprite il tutto con una cuffia per doccia o della pellicola alimentare, attendete 60-90 minuti e procedete al risciacquo.

 

Foto, fonte Pixabay